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4 Municipi hanno dato la disponibilità per ospitare i rom.

Nomadi, ecco le aree per accoglierli

Saranno cinque le aree dove riorganizzare i campi nomadi abusivi, quattro all'interno del Comune di Roma e una in Provincia. Queste le indiscrezioni sul nuovo piano del Campidoglio che verrà discusso lunedì dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza.

ieri pomeriggio infatti, anche alla luce delle ultime violenze registrate nella Capitale, il sindaco Alemanno e l'assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso, hanno avuto un incontro con il prefetto, e commissario straordinario per l'emergenza nomadi, Giuseppe Pecoraro, nel quale si è chiesto di velocizzare la definizione e l'avvio del piano che prevede la riorganizzazione dei campi nomadi della Capitale. L'ultimo censimento ha registrato la presenza di circa 6 mila nomadi, dislocati in 70 campi. Di questi solo venti sono autorizzati. Il piano prevede allora di ridistribuire in modo organizzato il numero dei campi e le presenze in essi. Si tratta per la maggior parte dei casi di «integrare» gli insediamenti esistenti, dotandoli comunque di nuove strutture, servizi e garantendo la presenza della Croce rossa e la legalità fuori e dentro i campi.


Dopo una lunga consultazione con i municipi capitolini, hanno espresso disponibilità condizionata quattro dei 19 parlamentini capitolini. Si tratta del IV, dell'VIII, del X e del XIII. «Abbiamo spiegato all'assessore - spiega Cristiano Bonelli, presidente del IV municipio - che nel nostro territorio è possibile aumentare la capienza del campo a Cesarina, un'area situata subito dopo il Gra, che a oggi ospita 180 nomadi». Anche Massimiliano Lorenzotti, minisindaco dell'VIII Municipio non parla di nuovi campi ma di ampliamenti nello «storico» campo di via di Salone. «Dopo alcuni sopralluoghi - spiega Lorenzotti - abbiamo stimato che il campo di Salone può essere ampliato. Oggi ci vivono 620 nomadi, ma si potrebbe arrivare anche a mille. Lì potrebbero andare anche i nomadi, circa un centinaio, che vivono negli insediamenti abusivi». Disponibilità, sempre condizionata anche da parte dell'unico minisindaco di centrosinistra che ha accolto l'invito del Campidoglio. «Vogliamo che venga sistemato il campo della Barbuta che deve essere delocalizzato - ricorda Medici -. Noi rispondiamo responsabilmente all'appello del Campidoglio, pensando all'individuazione di aree demaniali, ma chiediamo che ci trovino una sistemazione per quei nomadi, in tutto 300». Sì anche da parte di Giacomo Vizzani, alla guida del XIII, «ma a patto che vengano risolte le numerose emergenze del mio territorio, quella dei senza fissa dimora nelle pinete, quella dell'idroscalo, dei residence e l'emergenza abitativa».


Per quanto riguarda la Provincia, invece, prende sempre più corpo l'ipotesi di Allumiere. Certamente, anche nello spirito di collaborazione ribadito ieri dal sindaco Alemanno, dal presidente della Provincia, Zingaretti e dal presidente della Regione, Marrazzo, a «sacrificarsi» non sarà solo la Capitale.

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Susanna Novelli

24/01/2009










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