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Ballerini: il doping vero è altro. Oggi Riccò sarà ascoltato dalla Procura del Coni

Bastianelli si difende: volevo solo perdere peso

«Volevo perdere peso, come qualsiasi ragazza». Non si dà pace Marta Bastianelli, la giovane stella del ciclismo italiano che sarà costretta a saltare le Olimpiadi dopo che è risultata positiva a un controllo antidoping effettuato lo scorso 5 luglio agli Europei under 23.


Ieri era arrivata la durissima condanna del presidente del Comitato olimpico, Gianni Petrucci, che aveva parlato di «tradimento del Coni, della federazione e del mondo del ciclismo». Oggi, la difesa dell'iridata under 23: «Mi sono rivolta ad un farmacista per un prodotto che mi aiutasse a drenare i liquidi in eccesso. Mi sono accertata che le sostanze utilizzate fossero lecite». Ma per l'Uci non è così . «Si tratta di prodotti quasi da erboristeria. In uno di questi, però, c'è una molecola vietata» ha detto Marta. Il prodotto in questione è il Benfluorex, che contiene un principio attivo, la flenfluoramina, bandita come sostanza stimolante.
Ma la Bastianelli non ci sta: «Stampa e media hanno trasmesso questa notizia come se fossi come altri miei colleghi, che veramente hanno fatto uso di sostanze illecite. Mi dispiace di tutto ciò e spero che la perizia porti alla verità».
In sua difesa è intervenuto anche Franco Ballerini, ct delle nazionali di ciclismo, che ha parlato di «una ingenuità compiuta dall'atleta», sottolineando che «il doping vero è altra cosa».
Intanto oggi sarà il giorno di Riccardo Riccò, che verrà ascoltato dalla Procura antidoping del Coni.

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30/07/2008










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